domenica 30 gennaio 2011

venerdì 28 gennaio 2011

This moment...





{this moment} 
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Bolla 42 ... "L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo" E.Kant

Ci sono molti modi di dire le cose, o di non dirle. Io la penso diversamente da qualcun altro e finora ho espresso la mia opinione qui, in serenità, qui, a casa mia.Perché non devo convincere nessuno che ha torto. Per come sto mi fa bene parlare di ciò che sento, vedo, leggo.
Non ho mai detto a nessuno che sbagliasse visione. Ho sempre detto che la pensavo diversamente. E' questo un problema? Per me non lo è ma a quanto pare per qualcuno sì. Qualcuno che considera indegne le opinioni altrui, l'altrui sentire, se non lo riesce a condividere.
Come la penso, se sono confusa, se sto bene o se sto male, io sono su queste pagine. Senza filtri derivanti da ruoli o altro. Qui io sono me stessa con tutto quello che si può pensare di me e sono uguale, anche quando le parole che scrivo si possono ascoltare dalla mia voce.
Ma qualcuno, qualcuno si crede uno e trino anche se è sola carne, e se una era la moderatrice di un gruppo di auto mutuo aiuto basato sull'ascolto non giudicante, qui in basso ci sono le altre due. Quella che sa cosa significa un aborto solo dalla voce altrui, quella che sa cosa è bene per gli altri, quella che SA.
Ti rileggo e ti ritrovo, come nel gruppo, ascoltatrice attiva e non giudicante, e mi dico e mi ripeto che ho sofferto e sto soffrendo per nulla dato che per te a quanto pare la meraviglia di una gravidanza non la posso capire se non me la spieghi tu. 

Alla Natura non appartengono giudizi di valore. Per questo spreca tante vite senza rimpianto. Nel suo ciclo crudele e innocente di vita e di morte, alla natura i singoli individui interessano solo in quanto riproduttivi. Le loro biografie, le loro storie, i loro progetti, i loro sogni, il senso che essi cercano nel breve tragitto della loro esistenza, alla natura non interessano proprio Nulla.
Sembra che abbia puntato tutto sull'individualita', eppure niente le importa degli individui.
Questa, tra natura e individuo, e' la grande contraddizione che nel corpo della donna, dove le esigenze della natura e quelle della propria soggettivita' confliggono, diventa la grande lacerazione che non consente sempre alla donna di coincidere con l'istanza materna e all'istanza materna di essere sempre compatibile con la realizzazione della propria individualita'.

(...)Tutte queste ragioni vengono dopo, molto dopo. Prima di queste, inconfessatamente, segretamente, incosciamente, c'e' il rifiuto della donna di consegnarsi ineluttabilmente e incondizionatamente alle richieste della natura, che guarda gli individui esclusivamente come fattori riproduttivi per la sua autoconservazione. Nella donna, infatti, tra la sua soggettivita' e il suo essere madre puo' non esserci coincidenza, e l'aborto e' il gesto drammatico che sancisce questa lacerante distanza. 

I rappresentanti dei vari "movimenti per la vita", oggi impegnati nei consultori a dispensare i loro consigli, non conoscono questa lacerazione. Con la parola "vita" essi pensano alla vita della "natura" non a quella dell'"individuo", dimenticando che e' stato proprio il cristianesimo a far nascere e a far crescere il concetto di "individuo". E lo ha fatto emancipando la persona dall'ordine naturale, per instaurarla come compiuta soggettivita', a cui compete capacita' di discernimento e libero arbitrio. Non e' chi non vede, infatti, che la vita e gli interessi dell'individuo non coincidono sempre e in ogni caso con la vita e l'interesse della specie. Non e' una faccenda di egoismo, quindi una faccenda morale. E' il segno di una contraddizione insanabile tra la vita della natura e la vita dell'uomo che, a differenza dell'animale, non coincide perfettamente con l'ordine naturale.*"L'Espresso", n. 2, 2008, col titolo "Aborto, diritto delle donne" - Galimberti.



Quindi se io la penso così non mi è dato soffrire.E non mi è neppure dato soffrire per essermi sentita a metà fra persona e animale dato che la Natura ha voluto che il processo chimico non continuasse.



Per la capra al commento n° 8 la chimica è una scienza centrale attorno cui ruotano altre scienze naturali, like beasties, veramente...
Per l'educatrice al commento n° 6 que pasa,  il convincimento delle coscienze è insufficiente come metodo?


Qui di sotto le reazioni alla bolla 36 direttamente dal LibroFaccia.



La Moderatrice non giudicante: oggi mi hanno detto che sbaglio completamente visione perchè l'aborto non è altro che interrompere un "dannatissimo processo chimico".
ho pensato di telefonare alla mamma che ho seguito nei giorni scorsi che purtroppo ha avuto un aborto spontaneo e dirle che è stata solo l'interruzione di un processo chimico, non vuol dire niente il fatto che non ci sia più il battito (che prima c'era) a 7 settimane. vediamo se riesco a farmi mandare al diavolo. ah, ma quello sarà il processo chimico dell'adrenalina..

  • A 6 persone piace questo elemento.
    • 1-
       eh beh.... in effetti che vuoi che sia quel grumo di cellule..... :-(
      12 gennaio alle ore 15.32 · 
    • 2-Mod.
      no! scherzi!? grumo di cellule è già.. organico! questo è un processo chimico eh.. quindi siamo ancora, penso, alla fase energie che si incontrano..
      12 gennaio alle ore 15.40 · 
    • 3-
      si e poi chi lo dice quando veramente inizia la vita? certo certo cellule... solo cellule e processi chimici....
      12 gennaio alle ore 15.48 · 
    • 4-Mod.
      beh! dall'oggi al domani si trasforma!tu pensi di partorire un bambino ma va'! è un POKEMON!!
      12 gennaio alle ore 15.57 · 
    • 5-

      Beh, chiedi a queste disposte se siano disposte ad assumere un po' di cianuro di potassio: ha "solo" l'effetto di bloccare il "dannatissimo processo chimico" per cui le cellule convertono ossigeno in anidride carbonica (detto anche "respirazione cellulare"), e vedi che ti rispondono!

      "Ho notato che tutti quelli che sono favorevoli all'aborto sono già nati" (Ronald Reagan)

      12 gennaio alle ore 16.49 ·  
    • 6-
      è perchè non si può, perchè siamo caritatevoli..... ma di fronte al 'processo chimico' bisognerebbe rispondere con un 'processo fisico-dinamico-meccanico'...uno schiaffo o un calcio nel sedere...
      12 gennaio alle ore 20.30 · 
    • 7-
      Noooo per carità!! Ogni donna ha il "diritto" di decidere! Non siamo mica delle incubatrici!!!! Eh... carissime... verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere....
      12 gennaio alle ore 21.39 · 
    • 8-
      NON MI PIACE :-(((processo chimico???ma chi l'ha detto è una persona istruita???...a scuola la vita di qualsisi essere e pianta veniva studiata in biologia semmai.....svuotiamo pure ogni credo, ogni etica e ogni sentimentalismo....ma che brutta affermazione qst del processo chimico!!!
      12 gennaio alle ore 22.14 · 
    • 9-Mod.
      dannatissimo poi. poretto.
      13 gennaio alle ore 0.26 · 
    • 10-
      ma chi ha detto quella frase così intelligente era un uomo?
      13 gennaio alle ore 0.48 · 
    • 11-Mod.
       NO. era una donna. era.
      13 gennaio alle ore 0.58 ·  
    • 12-

      Non so se fosse questo il caso, ma ho scoperto che in inglese c'è un'espressione molto sintetica ed espressiva: "to be in denial"
      ovvero essere in uno stato di negazione della realtà.
      E' un'espressione usata da molte donne post-abortive, quando 
      parlano del proprio passato in cui si autoconvincevano che non era stato niente (o che era solo l'interruzione di un "dannatissimo processo chimico"), e intanto erano sempre più scontrose, passavano da un amante all'altro, bevevano, si drogavano... ma non volevano prendere consapevolezza della causa di tanta sofferenza...
      13 gennaio alle ore 1.03 · 
    • 13-Mod.

      beh caro giovanni tu sai che io i casi puramente ideologici (che per lo più sono sostenuti da uomini non da donne) proprio non li tratto, nel senso che non mi capitano tra le mani e manco li vado a cercare. Questo in particolare è il caso ..tra quelli che tu dici, più o meno. Cioè la non accoglienza di una gravidanza, la preparazione per l'aborto conclusa però da una perdita spontanea..e il processo di colpa/giustificazione relativa alla perdita subita/non accoglienza. non ci sono dipendenze su cui sfogare il being in denial solo.. mmm non so aiutami a trovare la parola .. argomentazioni incongruenti: se era solo un processo chimico di cosa ti duoli? non c'era niente di "serio" cui è mancata accoglienza, no? :) baci!

      13 gennaio alle ore 9.24 · 
    • 14-
      però ti duoli del processo chimico post assunzione di antibiotici con coliche gassose! E se dolgono pure gli altri delle tue flautolenze...c'è discriminazione anche tra i processi chimici!
      20 gennaio alle ore 8.28 · 
    • 15-
      Un impegno preciso: più puzzette per tutti!


giovedì 27 gennaio 2011

Bolla 41 ... Mezzogiorno di fuoco ...

Stamane prima di uscire col LungoBascio ho letto un articolo intitolato così: La colpa , la Legge e i presunti non giudizi. Chiamiamolo Articolo A.

Stamane leggere quell'articolo mi ha fatto riflettere sull'enorme difficoltà che nasce dal voler decidere o classificare se l'azione di abortire, terapeuticamente o volontariamente sia un omicidio o meno.
Si dice, si parla, si fanno manifestazioni, ci si scanna su questa necessità che permette alle fazioni in campo di puntare il dito contro l'altro e dirgli francamente:- Tu sbagli! Io sono nel giusto!
E le fazioni hanno dalla loro convinzioni che li aiutano ad argomentare.

Chi è cristiano affronta le proprie battaglie avendo come punto di riferimento determinati principi. Chi non è cristiano ne ha altri, ugualmente determinati, ma che possono o anche no, essere scritti da qualche parte.
Chi affronta il confronto con gli altri seguendo i principi cristiani può giudicare le loro azioni e le proprie basandosi su cosa è stato scritto che è giusto o che è sbagliato.
Chi non è cristiano sceglie su cosa basare il proprio giudizio.
E nessuno, né gli uni né gli altri, può giudicare l'altro se non attraverso i propri filtri.
Quindi in teoria non si dovrebbe esprimere un giudizio senza fare delle premesse tipo:- Guarda Amico, io credo questo questo e questo. Ciò che ti dirò, il giudizio che esprimerò, sono filtrati attraverso questa lente. 
E mai si dovrebbe, credo, immaginare che la lente possa essere universale.
Ed è per questo che credo che accanto a chi pensa che l'aborto sia omicidio ci si spazio anche per chi la pensa diversamente.
Sono andata a leggermi l' articolo B che ha scatenato la reazione descritta dall'articolo in apertura del post, quello chiamato articolo A . Sono rimasta basita: di che parla quell'articolo B? Che messaggio vorrebbe trasmettere?
Dice che siccome abortire nei termini di legge non è reato (qui come altrove) allora non è omicidio. Però poteva evitare di saltare a conclusioni tipo siccome il feto non è considerato una persona allora non c'è vittima e quindi non c'è omicidio.Troppo facile ridurre la questione in termini di legge.
E ti credo che l'autrice dell'articolo A s'è inviperita accalorandosi nel io ho ragione e tu no! E quell'altra di rimando ha fatto lo stesso...
Stanno sullo stesso piano queste due persone:- Hanno usato un unico filtro, il proprio, e continueranno a cozzare la testa l'uno contro l'altro fino a che vincerà il più forte o il più prepotente.
Attaccandosi a dettagli che né l'una né l'altra hanno capito a fondo (penso alle successioni ad esempio, nella storia non nascono per rispetto della vita umana, nascono per salvaguardare i patrimoni e mantenerli in capo ad una stessa famiglia per non smembrarli e dunque rimpicciolire la potenza economica del casato ad esempio...e la terminologia concepito o nascituro, non bambino, è importante a questo fine) per poter dimostrare le proprie tesi si son dimenticate di una cosa:
Ogni persona agisce in base alla propria coscienza, e questa discussione resta sterile se all'atto si deve necessariamente appiccicare un'etichetta sia essa dettata dalla fede o dalla legge e non dal sentire umano.
Forse bisognerebbe fermarsi un minuto a ripensare come la legalizzazione dell'aborto sia avvenuta, come sia nata la 194 e che tipo di condizionamenti abbia subito da chi stava da una parte a spingere accanitamente per la difesa della vita motivata da convinzioni religiose e chi dall'altra premeva per la difesa del diritto della donna, la scelta della donna, giocando con la parola laicità e manovrando la grammatica del Diritto a piacere. Stritolando nel mezzo migliaia di Donne.
E anche a che microscopica particella di tutto quel discorso, che comprendeva la distinzione fra sessualità e maternità, l'analisi del desiderio di essere o di non essere madre, il cambiamento del rapporto con gli uomini, l'elaborazione di un linguaggio autonomo delle donne su se stesse e sull'altro, era l'aborto.

Ho la sensazione che quelle due persone se smettono di pensare di appartenere a due fazioni contrapposte e si guardano negli occhi, donna a donna, forse che forse riescono a mettersi in ascolto l'una dell'altra.
Perché ciò che conta in fondo fra esseri umani non è forse ascoltarsi gli uni con gli altri per potersi davvero rispettare?

BoO0Oolla

mercoledì 26 gennaio 2011

Bolla 40 ... un passo indietro per umiltà ...

Oggi ho parlato in chat con un'amica. Qualche giorno fa aveva scritto una mail annunciando al mondo intero di aspettare un bimbo.
Lì per lì sono stata sinceramente felice per lei, per la sua nuova recentissima storia d'amore, perché sta per finire la tesi di laurea. 
Poi mentre guidavo, succede sempre mentre guido, illuminazione: ero a disagio.
Profondamente a disagio. Rapido calcolo e a quest'ora avrei avuto una panza che forse al volante non ci sarei stata proprio. Si possono raccontare certi pensieri così fuori dai denti? Ad oggi avrei avuto una panza di 6 mesi, che se già mi si vedeva a due e mezzo, un bel bozzetto tondo tondo, ora non oso immaginare come sarebbe stata. Mi sento profondamente ridicola a pensare queste cose. Mi sento anche in colpa a farlo. Mi vergogno un bel pò.
E ricomincio con le domande, a me stessa, all'Orso.
Sono felice per lei perché sta al 4° mese, vive con i genitori, sta con il padre della panza che fa il cameriere da soli 6 mesi e ancora non ha in mano il famoso pezzo di carta.
Ora la mia domanda è questa:-
COME HO FATTO A NON ESSERE FELICE PER ME?!
Come ho fatto a non provare un briciolo di gioia all'idea?Come ho potuto pensare di non farcela con quello che avevo?Vivo con l'uomo che amo. Ho una casa.Ho un lavoro.E non sono riuscita ad essere felice. Rileggo alcuni post che ho scritto e mi convinco che se non fosse finita troppo presto a quest'ora la panza ci sarebbe.Farei quello che fa una donna normale. Avrei paura forse, desidererei con tutta me stessa che tutto andasse bene. E sono state proprio queste parole della mia amica a dare il La ai miei pensieri. Spero che tutto vada bene. E mi son ritrovata nuovamente sdraiata sul lettino, con la ginecologa che fa l'ecografia e mi dice che non c'è più nulla. E avrei voluto dire alla mia amica che tutto sarebbe andato bene. Ma son riuscita solo a dirle di cercare con tutta se stessa di essere felice.

Per me oggi la strana sensazione di tornare indietro al gioco dell'oca. Ed è obbligatorio.Oggi per me la strana sensazione dei nodi che si sciolgono con una lentezza esasperante. Ho fatto dei passi avanti nel capire un pò meglio, nel conoscermi, nel crescere. 
Oggi è obbligatorio un passo indietro per umiltà.

Bollicina piccola, imbarazzata e dolorosamente consapevole

venerdì 21 gennaio 2011

Bolla 39 ... This moment ...

{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

giovedì 20 gennaio 2011

Bolla 38 ... 4 mesi dopo...

Quattro mesi fa a quest'ora ero ancora intontita dall'anestesia. Mi rigiravo in un letto d'ospedale bardata di pannolone e mentre aspettavo l'OrsoMarso bramavo disperatamente qualcosa di buono da mangiare.
Nel frattempo avevo passato la giornata in ospedale, tutta, mica solo un pò. Il mio LungoBascio aveva deciso di fuggire e di darsi alla macchia mentre era affidato alle cure della zia.
I Perosauri sgranocchiavano beati per i fatti loro incoscienti di ciò che li circondava.
Rose da Genova mi raccontava dell'acquario e mi diceva che saremo andate insieme da qualche parte ed è la sola che è riuscita a capire come mi sentissi e a farmi piangere.
Oggi non mi ero accorta che giorno fosse, ma forse il mio corpo se n'è ricordato. Chi lo sa come sarà il prossimo mese?
Mentre aspetto che la cena deliziosa che l'OrsoMarso sta preparando di là sia pronta, penso che forse anche lui se ne ricorda e che, in qualche modo, non è solo una coincidenza ma un modo per farci una carezza senza la necessità di parlare e dire.
Lo amo proprio tanto questo OrsoMarso.

venerdì 14 gennaio 2011

Bolla 37 ... le conseguenze del giudizio...

Grazie agli strumenti offerti da questa piattaforma è possibile verificare in che modo le persone arrivino a leggere i post. Tramite una parola chiave di ricerca, i tags assegnati ai post, da uno specifico indirizzo web.
Ed è curioso che un post senza alcun tag si ritrovi sulla cresta dell'onda.
Ognuno decide come mai dare vita ad un blog in maniera personalissima e mette in conto che chiunque passerà di lì avrà la sua da dire. Ma se si passa di qui e se ne parla altrove, portando a conoscenza di altri, che l'ignoravano, l'esistenza del blog, educazione vuole o per lo meno vorrebbe che l'autore ne fosse informato. E non per interposta persona. Ma da chi fa il collegamento (in un luogo virtuale pubblico o con accesso limitato) e che di conseguenza utilizza ciò che c'è scritto.Se non altro perché l'autore possa ringraziare.
Sono piccole buone regole che chi scrive un blog rispetta quando rispetta la persona che c'è dietro il blog. Piccoli gesti di attenzione all'Altro che mostrano che questo luogo virtuale non è obbligatoriamente destinato a trasformarsi in una bolgia.
Se hai accesso a casa mia, se vieni a visitare casa mia, ospite o amico, non significa che puoi usare il mio letto con qualcun altro. Farlo o non farlo, dirmi che è il caso di cambiare le lenzuola, in assenza di regole che ti impongono di farlo, sta alla tua buona educazione e all'amore per il prossimo che ognuno possiede in maniera più o meno accentuata.

Bollicina necessaria per i poco educati ...

martedì 11 gennaio 2011

Bolla 36 Giudizio o non giudizio?

(Sono sicura che in altra sede ciò che ho scritto in questo post è argomento di discussione...speriamo sia utile alle persone che lo leggeranno. )

Ieri, coraggio a 2 mani e via. Ho cominciato gli incontri in chat con il gruppo di auto mutuo aiuto di un'associazione. Coraggio ce n'è voluto perché finora, eccettute due persone davvero vicine, non ho avuto proprio il cuore di parlarne a voce o con estranei.
Ne ho scritto qui diverse volte e mi ha aiutata, mi ha fatto stare meglio, perché qui sono a casa.
Di ieri sera mi tengo dentro tanta gratitudine per le persone che hanno ascoltato e che hanno parlato. Perché vivere certe esperienze è devastante e trovare le parole per parlarne, anche con degli sconosciuti, è una prova di coraggio non da poco.

Dopo ieri sera, questa mattina mentre andavo a lavoro, imbottigliata fra le altre auto riflettevo su alcune parole o espressioni chiave che sono emerse durante la discussione e mi hanno fatto capire che quello non era il posto giusto per me.


Ho ucciso, uccidere, l'amore non uccide.
Agire mossi dalla paura.
Dio ci ha dato.

Non riesco ad avvicinarle alla mia esperienza né alla mia vita e neppure alle basi e ai principi sui quali ho basato il mio comportamento.
Parto dall'ultima "Dio ci ha dato". Il mio blocco minore, ieri sera, è partito da qui. Non sono battezzata, non sono cristiana ma sono cresciuta e campata egregiamente in una cultura cristiana e cattolica come la nostra. Questa frasetta si porta dietro tante cose bellissime e altre che, invece, la rendono un pò sospetta ai miei occhi. In un luogo, benché virtuale, in cui le persone si incontrano per discutere, scambiare, condividere un'esperienza di dolore, inadeguatezza, paura e trarre conforto da questo incontro, leggere queste parole ha fatto sì che sotto i miei occhi sventolasse a gran velocità la bandierina rossa. Mi son detta che sono scelte di vita differenti, che dovevo sforzarmi di capire che per l'altra persona il linguaggio con cui tradurre la vita era quello.
Epperò in poche righe è emerso chiaro il pensiero di moderatore ed altri. Per queste persone l'ivg è uccidere un bambino.E lo è perché hanno fatto determinate scelte di vita. Hanno una Fede. Per me non lo è.
(Mi rendo conto che sarei stata forse una madre snaturata...)
In una chat in cui si chiede, si da e si riceve aiuto, partire dal presupposto che un'unica visione delle cose a priori definita e condivisa fosse il presupposto per la discussione del gruppo è stato per me mortificante.
Inciso: che sia stato mortificante per me non significa che lo sia stato per altri.
Ma per me ha significato che la chiave di lettura utilizzata non era la mia.
Quindi ho cercato di dare da subito alle mie parole una neutralità che traducesse sì il mio stato d'animo, ma che non lasciasse troppo spazio alle interpretazioni.
E' stato un misero fallimento.
Misero fallimento, mi rendo conto solo ora, determinato dal fatto che non ero nel luogo giusto, nel contesto giusto per ciò di cui avevo bisogno e quindi non ero nel posto giusto neppure per dare agli altri, soprattutto direi, per dare agli altri ciò di cui necessitano.
E questa consapevolezza si rafforza se penso che il verbo uccidere è stato introdotto da un moderatore che forse conosceva il sentire di alcuni dei partecipanti dall'inizio della chat. Ma gli altri?
Quelli che magari sull'ivg non la pensano così?
Ho avuto la sensazione che fosse una discussione i cui binari emotivi non erano definiti dai partecipanti e che si adattavano automaticamente alle loro necessità.
E questo mi ha spaventata un pò.
e si arriva al primo punto elencato: l'amore non uccide, aver ucciso, uccidere.
Io non ho ucciso nessuno. E' morto e basta...a me è anche questo che mi rode e mi confonde. Io non ho dato attenzione al meraviglioso momento che stavo vivendo. ..e nel mio modo di leggere la realtà si traduce con un'auto accusa: non ho saputo coglierne l'importanza. Ho clamorosamente cannato un'occasione finora unica di cambiare, di diventare altro. La prima sconvolgente occasione di cambiamento della mia vita. E quando dico che l'ho cannata non sto dicendo che mi sono comportata in modo da abortire spontaneamente come poi è successo.
Quando ho pensato all'ivg non la leggevo come omicidio. Abortire volontariamente non è uccidere per me. E' una scelta di interrompere un processo dannatamente chimico che è cominciato per tutte le motivazioni per cui può cominciare.
Poi non l'ho fatto, ma fino a quando non l'avessi fatto e ancora adesso che non posso dire di aver vissuto questa esperienza, non posso parlare di uccidere. E mi rifiuto categoricamente di dire che ho pensato di uccidere. E mi dispiace per chi, che come me non ha fatto questa esperienza, si permetta di dirlo. I presupposti per quel tipo di gruppo e di discussione sono diversi, fra essi c'è l'ascolto non giudicante. Ma dire che l'amore non uccide è esprimere un giudizio. Ecco perché non mi sono sentita nel posto giusto. Ognuno parte dalla propria esperienza, aver dato la vita non significa avere scelto di non uccidere. Significa aver dato la vita a un nuovo essere umano. Non si può basare una discussione sul fatto che siccome hai avuto un figlio sai cosa significa aver abortito volontariamente. Magari ci hai pensato a farlo, sei inorridito all'idea per tutte le convinzioni, principi, esperienze che ci raccontano chi siamo. Ma fare una cosa non è la negazione di averne fatta un'altra.
Quindi se il moderatore pensa questo io non sono nel posto giusto tutto qui. E non c'è un colpevole o un giudizio. La penso in modo troppo diverso per potermi sentire in un luogo sicuro ad accogliere il mio dolore.
Passiamo alla paura.
Non ho avuto paura in questi mesi. Solo una volta quando stavo per fare il raschiamento. La paura che accompagna un intervento chirurgico. Non ho avuto paura quando ho scoperto di essere incinta. Io non sapevo bene cosa fare. In realtà io non sapevo per niente COSA fare. E il problema è che poi non ho dovuto fare proprio nulla. Non ho potuto scegliere.
Fino a quando non hai fatto una cosa non puoi dire di essere pentito. E anche se tante volte mi dico che forse se mi fossi comportata in modo diverso l'aborto non sarebbe stato spontaneo sono solo supposizioni. Il mondo è pieno di figli di fumatori, di bevitori, di viaggiatori, di gente che vive con animali in casa etc. etc.
In realtà a me dispiace aver avuto questo aborto. Mi dispiace perché come dicevo qualche post fa è uno di quei bei ceffoni del destino che ti girano la faccia dall'altra parte ma ti obbligano a stare in piedi e a maledire ogni momento in cui non hai preso coscienza di ogni minuto che passava.
Quando si dice fare qualcosa per paura è spesso un alibi, è verissimo e lo condivido.
Essere fuori di sé in certi momenti della vita è possibile, frequente e agire sotto l'effetto dello stress ci fa fare cose che altrimenti non faremmo. Ma leggere dal moderatore che davanti alla paura viene fuori come siamo veramente è qualcosa che non posso proprio condividere. Perché l'esempio di quando una casa va a fuoco e c'è chi torna indietro a salvare un amico e c'è chi scappa e basta è solo l'esempio di come la chimica altera le nostre percezioni e trasforma i nostri processi cognitivi. Prendi l'esempio di un esame all'università. C'è chi come me si è sempre cagato sotto e si è sempre presentato in qualsiasi situazione e ha sfondato il mondo grazie all'adrenalina e c'è chi non si è mai cagato sotto e ha raggiunto modesti risultati, chi si è cagato sotto anche se preparatissimo e poi si è rigirato ed è andato a prepararsi meglio. Volete dirmi che i nostri processi non erano alterati? Io adoro stare strafatta di adrenalina. Magari la casa va a fuoco torno indietro a salvare il mio amico e do prova di grande altruismo e di poco egoismo. Poi a casa ho lasciato a loro stessi 4 figli piccoli e orfani, una madre disabile e una moglie incinta. Ah che gesto il mio!un cuore grande così. Non potranno certo dire che ero un egoista! Ieri sera è emerso questo e sempre dalle parole del moderatore. Egoismo. E non è forse un giudizio questo? Chi scappa è egoista, chi resta è coraggioso. Nei momenti di paura vien fuori questo. Ci si scopre per come si è realmente. E tutto ciò che fa parte del contesto in cui viviamo, non determina forse in parte la nostra paura o le nostre decisioni? Un bambino congelato dalla paura che fa o non fa una certa cosa dimostra di essere egoista o no?Oppure non gli sono stati ancora offerti dei modi per arginare per bloccare questo congelamento delle emozioni, della razionalità? Davanti alle cose nuove siamo tutti dei bambini, non abbiamo gli strumenti. Il black out chimico della paura deriva da questo. E non possiamo essere giudicate egoiste se davanti alla scoperta di essere incinte prendiamo la decisione di abortire. Siamo bambini davanti alle cose più grandi di noi, inspiegabili, magari orribili. Ma magari, come i bambini, se sappiamo affrontare certi momenti, eventi, queste cose, non abbiamo più paura. Se accanto a noi c'è qualcuno che ci dice hey sai c'è un'altra possibilità se non sei convinta di farlo. Se il destino ti mette davanti persone che ti dicono che ti aiuteranno. Come ai bambini quando vengono abbracciati: la paura passa. Ma dire a uno che è egoista perché ha avuto paura è un colpo basso. Che ti da la sensazione che i migliori siano i coraggiosi. Perché hanno vinto la paura. Ma non è vero. Avevano in mano delle conoscenze di se che li hanno portati a scegliere ciò che li avrebbe resi felici.
e in un luogo come quello di ieri sera, avere la sensazione che siano solo i coraggiosi a vincere non mi ha fatto piacere, perché in un luogo come quello di ieri sera non ci sono vincitori o perdenti. Ci sono persone che hanno cercato altri per trovare dentro se certe risposte e certe conoscenze per affrontare meglio la vita.
Che succede, se non le trovano sono dei perdenti?hanno avuto paura a guardarsi troppo dentro o è il sistema usato per far emergere le cose che andrebbe rivisitato?

E di me che non ho avuto paura a pensare all'ivg cosa è emerso?
Ecco, finalmente uno spunto di riflessione utile per andarmi un pò più a fondo.

ah bolla che mi fa fare un passetto avanti...ora so cosa non provo...
BoO0lla

martedì 4 gennaio 2011

Bolla 35 ...

Le parole del 2010

Gennaio neve teatro 1° capodanno insiemeFebbraio ricorrenze mancate
Marzo cambiamenti
Aprile non pervenuto
Maggio anniversario da fissare traslochi gialloGiugno lontananza estrema convivenza marocco
Luglio terra d'origine montagne viaggi
Agosto compleanno acquerela scoperte test strettil'unoall'altro

Settembre tristezza solitudine inadeguatezza dolore
no pics

Ottobre risalire la china parlarsi cercare di ritrovarsi
Novembre compleanno sorprese panoramiche
Dicembre sorprese quotidiane confessioni marocco ritrovarsi


Il 2011 sarà diverso.
L'anno appena finito mi ha lasciata diversa, cresciuta, ancora dolorante. Ma carica di voglia di cambiare in meglio il mio mondo.
Anche il mio oroscopo lo dice, sarà diverso.
Io per prima devo essere diversa.
Con chi amo.
Con chi mi ama.
Quest'anno ho un solo "buon proposito" e lo vorrei sussurrare fuori dalle labbra, come prima bolla di questo nuovo anno:
mi impegnerò a vivere ogni giorno con pienezza, ogni ora con coscienza, ogni minuto con curiosità, ogni secondo con tutta l'anima che sorride alla vita.


Prima
BoO0°Oolla
liberata in dolcezza