mercoledì 26 settembre 2012

Bolla 206 ... Si sta come d'autunno...



come le foglie ad aspettare di cadere. Sapendo che succederà. Senza poterci fare nulla.
ricordando come se fosse già tutto terminato episodi, sensazioni, odori, dettagli.



Non covo più rabbia perché dentro me cresce la speranza.
Riuscirai a fartene contagiare, a godere di ciò che questa volta ci è stato regalato?



I dolori più forti arrivano sempre scortati da gioie immense.
me lo avevi detto tu.

guai a te se smetti di crederci proprio ora.

giovedì 20 settembre 2012

mercoledì 1 agosto 2012

Bolla 204... Mille scelte nella vita

Sono giorni molto particolari nella mia testa.

vorrei trovare le parole giuste per descriverli a me stessa ma sono talmente calata dentro il mo cervello che riappropriarsi della realtà delle cose e della loro descrizione attraverso il linguaggio è difficile.
partiamo dalle scelte che si fanno nella vita. Quelle che la vita la cambiano, la stravolgono, nel bene e nel male.

Le scelte meditate e quelle improvvise, dettate dall'istinto.
Due anni fa ho avuto la certezza di avere toccato con mano l'ineluttabilità del destino. E ho capito che non ci vengono proposte prove che non siamo pronti a superare.

ora sono punto e a capo.
con una prova nuova. una di quelle toste, che sai da subito che sarà tosta e ti sbatte la faccia contro lo specchio e ti dice guardati bene, guardati adesso, perché dopo sarai diversa.
dopo non sai come sarai ma sarai diversa.

qui si parrà la tua nobilitate.

e quando credi che le forze siano allo stremo, quando credi che le energie che ti son rimaste non saranno sufficienti, quando sei convinta di essere alla frutta ecco il destino, 'sto beffardo, che ti dice che se guardi bene, di energie da spendere ne hai ancora, ed è arrivato il momento di tirarle fuori.

Mio padre ha un tumore. Lo sa da un anno e mezzo e non ha detto nulla a nessuno.
Ha nascosto il referto, la sua poca lucidità e li ha messi in una buca in cui poi ha infilato anche la testa. Coprendola di sabbia.

Inizialmente ho creduto che l'avesse fatto per non farci stare male, per liberarci dal peso che poteva diventare.
poi ho capito che non era così. Ho capito che c'era ben poco coraggio dietro il suo gesto.

non c'era neppure disperazione.

c'era però la volontà ferma di essere seguito, accudito, servito come un padre malato merita.

Mio padre è sempre stato un bugiardo, di quelli che negherebbero anche l'evidenza, lo è da sempre, da quando lo conosco e cioè da quando ci litigo perché è troppo grosso per stare dietro al dito delle balle che racconta.

Non c'è stata sincerità nelle sue parole, neppure al momento in cui mi ha detto che stava male. non ha avuto il coraggio di dire cosa avesse, ha pianto, e mi ha detto che aveva paura dell'operazione, ha detto di aver pensato tanto a mia sorella e a me. Ma non ha detto la verità, neppure in quel momento.
le sue parole sono state queste.
- forse c'è qualcosa che non va ma si tratta di un polipo.
- Dài babbo, non ti preoccupare, si toglie e poi ti rimettono a nuovo.

Quando mia madre è tornata le ho detto che avevo parlato con lui.
- Cosa ti ha detto?
- che ha un polipo e che lo opereranno lunedì.
- non ti ha parlato delle metastasi?

Io non credo di aver mai provato pena o pietà per mio padre. In nessun momento della mia vita.
Lo ho sempre ritenuto un uomo egoista che per noi ha fatto tanto ma che non ha mai avuto coraggio.
Che persona snaturata che devo sembrare a pronunciare queste parole, vero?
me lo dico da sola. Ma è la verità.

Per chi non riesce a nascere nel mondo a prendere consapevolezza di sè, a incuriosirsi della vita e a godere di ciò che offre, per chi sceglie le strade comode che non portano ad arricchirsi, chi non fa che pretendere dagli altri di essere messo al centro del mondo senza che il centro del suo mondo si allontani da se stesso non provo pietà o pena.

Io comunque lo amo da sempre, mio padre, conscia di ciò che è, lo amo perché è lui, perché era Babbo Natale e perché era quello che parlava con l'Australia e mi teneva in braccio a farmi farfugliare ai suoi amici lontani e vicini in inglese. Lo amo per le anguille arrosto e per le melanzane che si sciolgono in bocca. Lo amo per il ceffone che mia ha fatto riprendere contatto con la realtà che era punizione e perdono ma mi ha fatta scegliere per la vita piuttosto che per un taglio netto dettato dalla fifa. Lo amo per i soldi che gli ho rubato e che ha fatto finta di non vedere. Per le scritte col pennarello blu (non si fum!, cazzo fumi?, ma allora sono tue!, buttami!) - sulle sigarette di un pacchetto di marlboro da dieci   che non avrei dovuto fumare e che dopo le scritte col pennarello blu non ho davvero potuto fumare. Lo amo per come stava appeso alla maniglia del passeggero mentre mi portava a fare le guide. Per quando mi ficcava la testa sott'acqua perché non avessi paura delle alghe sul fondo - metodi montessoriani....

Non mi sono mai allontanata dall'amore che provo per lui, neppure in questi giorni in cui lo vedo tirare fuori il lato più malato della sua personalità, il lato di chi sa di poter crepare fra poco ma non ha fatto nulla per evitarlo. Il lato di chi non sa mostrare gratitudine in nessun momento ma solo pretendere, anche quando sta, forse, per crepare.

Non provo rabbia nei suoi confronti. Sono profondamente delusa. perché ho creduto per tutti e 34 i miei anni di avere davanti uno che amava ironizzare, scherzare. Non erano scherzi, era proprio così. Cinico, egoista e vigliacco.

Incapace di tener fede alle promesse.
di fedeltà.
di prendersi cura nella salute e nella malattia.
di onore e rispetto dell'altro.

e la doccia ghiacciata della delusione, per chi lo ama è fonte di milioni di emozioni.

Reggo la botta, vado dritta, la società capisce e asseconda chi deve badare ai malati.
mi tengo dentro la delusione amara, cociente, di sapere che non ha voluto godersi un cazzo della sua vita.

Non ha neppure voluto immaginare di diventare nonno, di vedere cosa c'era dopo questa prova che avrebbe potuto essere meno devastante, magari di vedere come si può crepare nel proprio letto. Pensavo fosse attaccato alla vita, un guerriero. Ha saputo solo negarsi possibilità, futuro. Mangiarsi come un tumore da solo, davanti una cazzo di televisione.

Puah.

A me rimane da sfiorare i misteri, mi sto aggirando in questi giorni fra la vita che nasce e quella che se ne va. Senza capirli, intuendono soltanto la portata dalle potenzialità che svelano grammo dopo grammo il peso di scegliere di vivere.

E sta nascendo una voglia di ribellione fortissima.
Che mi esplode nel cervello con piccoli lampi accecanti. e mi accrogo di non essere mai stata più lucida e pronta a cogliere gli stimoli.

a tirare su chi crolla, a mandare avanti la mia vita, a obbligarmi a fare i km in macchina per poter godere del compleanno dell'uomo che amo o del contatto di una notte con il mio cane, a parlare al telefono di chi la vita la sta scrivendo da 11 giorni a questa parte.

me la vorrei gustare la vita, me lo ripeto da due anni a questa parte, coscientemente, minuto dopo minuto, ogni istante che mi è dato.

Ma non sono solo bocconi freschi d'estate.
Mi godrò anche questi di bocconi, li masticherò come è giusto che sia, bisogna conoscere le sfaccettature dei sapori per possederli.

Non sarà per dovere, ma per scelta.


Perché non si può scegliere quando nascere o quando morire ma è sempre una sorpresa quando accade, una sorpresa da VIVERE.

mercoledì 25 luglio 2012

Bolla 203 ... ClacK

è il rumore che fa il cervello quando si disconnette dalla realtà per difendersi.


CLACK

lunedì 23 luglio 2012

la Bella e the Beast

ovvero
"Della cattiva influenza del caldo nei rapporti con gli anziani 
durante le differenti fasi del ciclo mestruale"

Fase 1: La Bella
Ha un abitino a pois e lo smalto sulle unghie, un fiore fra i capelli e il suo adorabile accompagnatore quadrupede non puzza ed è eccezzionalmente candido, anche sotto la pappagorgia e scodinzola a suoi simili, a vecchi, bambini e lascia passare le donne incinte.

In giro per il quartiere e si imbattono in un fruttarolo che scarica una quantità immensa di avanzi e scarti di frutta e verdura a lato del cassonetto.
- Mi scusi signore, per piacere potrebbe buttarla dentro che poi il cane va a rovistarci in mezzo?ho pagato le vacanze ai Caraibi del veterinario quest'anno...
- Oh sì certo e dopo magari le pulisco pure 'a cantina! - e se ne va soffocando una risata lasciando la nostra Bella davanti al mucchio di scarti.
- Mi scusi, non me ne vado di qui fino a che quella roba non va DENTRO il cassonetto e se non ci va le chiamo l'ufficio di igiene per il suo bel negozietto! - dice la Bella impugnando la fotocamera del telefonino.
La munnezz finisce nel cassonett separata fra cartoni e porcherie. La nostra Bella si allontana soffocando una risata.

Fase 2: La (un pò meno) Bella
gira per il quartiere con un coso al guinzaglio, canotta, gonnella e infradito. Ha gli occhiali da sole. Anzi hanno gli occhiali da sole, lei e il coso.
Incontro con vecchio e cane vicini di palazzo:
- ah bbella come va'?
- grazie Signore vecchio, tutto a posto e lei?
- nun ce lamentamo va, nun ce lamentamo... solo che c'è questo qui (indica il coso attaccato alla fine del guinzaglio) che me da quarche pensiero.
- e com'è Signore vecchio, sta male?
- ehhhhggggggià so du' ggiorni che nun va de .. inzomma che nun caga!
- eh guardi non si deve più preoccupare, la sta facendo proprio adesso...vuole una bustina?
- e vabbé va, giusto perché ce sta 'sta bella signorina 'a recuperiamo 'a cacchetta (una carriola per la cronaca) di Fefé.
- grazie signor Vegliardo, lei sì che è un gentiluomo.
- eh c'ha raggione, de òmini come me ne so' rimasti pochi.
- eh già, e menomale che non ce l'hanno tutti il cane....


Fase 3: La Bestia

Gira con birkenstock da combattimento e un vestitino 70 vagamente stropicciato. ha al guinzaglio "il Lercio" mitologica figura che percorre il quartiere dando poca confidenza a cani, bambini e signore.

Il giro(ne) comincia con una vecchiazza che appena vede the Beast col Lercio al guinzaglio decide che sono simpatici e che fare due chiacchiere con gli sconosciuti è cosa carina e sommamente dilettevole:
- Ahò ma guarda che qua er cane tuo qua nun ce pò stà!Ahooo a te sto a dì!
- Guardi signora fino a che lei non si compra questa strada il cane mio al guinzaglio può stare dove gli pare!
Lo scambio è dei più gradevoli e  la vecchia ne è entusiasta tanto che continua con un tono che manco ai Mercati generali:
- Ahò anvedi che er cane de sta stronza piscià 'ndo ce stanno li regazzini!
- senta signò ma  i ragazzini sono i suoi?
- no...
- e allora signò che dice, abbiamo finito di rompere le palle con 'sta storia del cane?!
 ma pare che no, non abbiamo finito di sfracellare i gioielli:
 - Ahoooo ahoooo ma nun vede che er cane suo c'ha 'a diareaaaa?Moh brutta sozza come 'a raccojiiii?
- brutta zozza ci sarà lei e tre quarti della palazzina sua, comunque signora, se per lei questo macigno è diarrea stia tranquilla ho le bustine ....- e con aria da intenditrice con la cacca del Lercio imbustata che dondola davanti alla vecchia: - E' piuttosto solida, vuol controllare?
- In mano 'a prende sta sozza, co' 'e maniiiii!!
- senta signora la cannuccia non me la so' portata, ora che ha finito di strillare va meglio? s'è sfogata? si sente bene?
- ...certo che sto bene...
- allora signò,  moh ce lo dice lei come le recuperiamo le stronzate 
che ha sparato fino a mo?!

no, il caldo non favorisce l'agnocasto nel contrasto della sindrome premestruale...non ne vado fiera...a mia discolpa posso solo dire che dalle mie parti gli anziani e la gente in generale non ti si rivolgono con questi modi...


giovedì 19 luglio 2012

Bolla 201 ... Benvenuto Rua





Caro Rua,
grazie a te comincia un viaggio ed è questo il significato del nostro primo regalo a TE.
La tua iniziale per l'inizio del cammino.
Le altre lettere che compongono il tuo nome le scriverai tu, così come i passi che compierai nella vita.
In un Luogo Lontano raccontano che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.
È un Luogo, quello, in cui le persone sono un po' più rilassate che da noi e, in generale, anche se non se la passano benissimo, sono più felici.
E, Rua, vorremmo per te, con tutto l'amore di cui siamo capaci, che il villaggio in cui crescerai fosse il più bel villaggio del mondo. 
Quello con i tipi più strani a popolarlo, quello più numeroso della terra.
Vorremmo per te che il villaggio che ti crescerà fosse un villaggio speciale. Un posto in cui le tue giornate non fossero colme di doni ma di attenzioni.
Vorremmo che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenza: qualità dei piú saggi. 
Il dono della consapevolezza, ci piacerebbe per te.
Consapevolezza che nel mondo in cui sei arrivato esistono oltre alle regole anche le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna.
Ci piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con il vento più deciso e spudorato. 
Ci piacerebbe che al villaggio imparassi a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.
Ci piacerebbe che le persone che piú ti ameranno riescano ad amare il momento in cui ti allontanerai da loro come marinai che guardano la loro barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell’orizzonte.
E tu allora porterai quell’amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più segreta.
E adesso, che anche tu sei in questo villaggio di pazzi, noi ti auguriamo di non perderti mai. Credi nell'amore e sii umile nell'imparare, perché, forse, così potrai Vivere davvero per scelte tue. Credi negli occhi di tua madre quando farà di tutto per proteggerti, e sfidali, quando avrai imparato a proteggerti da te, ma non avere mai pudore nel chiedere aiuto.
Credi nelle meraviglie che incontri attorno a te senza perdere di vista il tuo cammino.
Ogni esperienza conservala per te nel tuo cuore, ma regalala a chi incontri con lo sguardo o con un sorriso. Concediti l'Onore di sbagliare due volte. Non sbagliare una terza. Vivi fiducioso nel tuo presente, apprensivo del tuo passato e guerriero per il tuo futuro.
Lotta sempre per i tuoi diritti e accetta ogni sconfitta.
Ama più che puoi, perché in questa vita ci sono stati imposti dei limiti: se ami li puoi sorpassare.
Questo è l'importante: oltrepassare i limiti per godere dell'immenso.
Benvenuto al villaggio, piccolo Rua,
Buona vita!


con tutto il nostro amore 
gli Zii

giovedì 14 giugno 2012

Bolla 200...Acqua pubblica, bene comune

Lettera aperta ai cittadini e alle cittadine
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
Questo dicevamo un anno fa, esultando a Piazza bocca della Verità in una foto chiara e nitida di una vittoria popolare del referundum sull'acqua. Una vittoria costruita negli anni, metro per metro, territorio per territorio.
Un movimento ricco e vario, dalle parrocchie ai centri sociali, caparbio e determinato, radicale nella sua critica e nella sua proposta: gestione dall'acqua fuori dal mercato e in mano ad una nuova partecipazione dei cittadini e delle cittadine.
Oggi, chi ha costruito quella vittoria, insieme a 1.200.000 romane e romani, deve difendere quella volontà  dal tentativo di ignorarala e tradirla.
Lo stiamo facendo in questi ultimi 2 mesi come sappiamo fare: per strada parlando con ogni singola persona, organizzando dibattiti ed incontri, costruendo una mobilitazione che cresce ogni giorno.
Stiamo difendendo quella vittoria e quella volontà dalla Giunta comunale di Roma di Alemanno e dalla sua maggioranza che, abbiamo detto più volte, si sta rinchiudendo in una strada solitaria ed autoritaria che calpesta la volontà di tutti noi.
Lo ha fatto la prima volta proponendo la delibera 32 in cui si propone la vendita del 21% di ACEA, SPA già privata che, in questo modo, sarebbe completamente relegata agli appetiti del mercato e degli squali che lo abitano. Non abbiamo difficoltà a dire che in questa decisione pesano i due maggiori azionisti insieme al Comune di Roma: il gruppo legato a Caltagirone e la multinazionale francese GDF-Suez.
Una seconda volta è stata calpestata, in questi due mesi, con tutte le falsità sugli obblighi di legge che sono state dette, affermate e ribadite dal sindaco Alemanno, dai suoi assessori e dai consiglieri di maggioranza.
La terza volta con le scene che in quest'ultima settimana abbiamo visto in Campidoglio; una maggioranza che forza il regolamento comunale per imporre una sospensiva per rimandare la discussione degli odg presentati dalle opposizioni a dopo l'approvazione della delibera 32, di fatto rendendo inutile la discussione stessa.
Fino a lunedì 11 giugno, con la votazione della sospensiva realizzata a sorpresa, mentre era in corso una bagarre nella quale i consiglieri di maggioranza in Campidoglio hanno aggredito fisicamente anche i comuni cittadini che stavano protestando. Si è raggiunto il livello più basso: hanno forzato il funzionamento del Consiglio comunale, ritenendo valida una votazione avvenuta con modalità illegittime.
Potranno provare a spiegarla come vogliono ma, la verità, è che il centrodestra di Roma sta privatizzando ulteriormente l'acqua regalandola ai privati e ignorando la volontà dei cittadini. Compreso chi l'ha votato.
Quello che si sta calpestando è una scelta fatta a chiare lettere, in nome di interessi economici ed elettorali.
Non sappiamo di fronte alla rottura palese delle norme democratiche come i cittadini possano imporre, a quelli che dovrebbero essere i propri rappresentanti, di rispettarli.
Sappiamo che quel meccanismo è ufficialmente ignorato, che il livello della rappresentanza è stato rotto preferendo il mercato, le sue regole ed opportunismi, scegliendo che sia quello a regolare gli interessi collettivi. Ma sappiamo già quali sono le facce che stanno sorridendo in questo momento.
Sappiamo che i prossimi appuntamenti in Campidoglio saranno determinanti e che abbiamo la possibilità di manifestare, di presentarci dove non ci vogliono per fare i loro affari.
Sappiamo che, se siamo insieme, siamo una forza inarrestabile.
Per questo facciamo appello a tutta la cittadinanza perchè si mobiliti e, da ogni strada e da ogni  territorio, fino al centro di Roma e alla piazza del Campidoglio, si alzi forte la voce in difesa di questa collettvità fatta di migliaia di persone, della loro quotidianità ai tempi della crisi; una città a cui vengono chiesti sacrifici e accettazione dei privilegi di pochi; a cittadini di questa città a cui viene chiesto di  sacrificare la propria sovranità.
A questa stessa città, fatta di uomini e donne, noi chiediamo di difendere e costruire i propri stessi diritti, la possibilità di tutelare quello che è di tutti/e e, soprattutto, la dignità del proprio futuro.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica