giovedì 14 giugno 2012

Bolla 200...Acqua pubblica, bene comune

Lettera aperta ai cittadini e alle cittadine
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
Questo dicevamo un anno fa, esultando a Piazza bocca della Verità in una foto chiara e nitida di una vittoria popolare del referundum sull'acqua. Una vittoria costruita negli anni, metro per metro, territorio per territorio.
Un movimento ricco e vario, dalle parrocchie ai centri sociali, caparbio e determinato, radicale nella sua critica e nella sua proposta: gestione dall'acqua fuori dal mercato e in mano ad una nuova partecipazione dei cittadini e delle cittadine.
Oggi, chi ha costruito quella vittoria, insieme a 1.200.000 romane e romani, deve difendere quella volontà  dal tentativo di ignorarala e tradirla.
Lo stiamo facendo in questi ultimi 2 mesi come sappiamo fare: per strada parlando con ogni singola persona, organizzando dibattiti ed incontri, costruendo una mobilitazione che cresce ogni giorno.
Stiamo difendendo quella vittoria e quella volontà dalla Giunta comunale di Roma di Alemanno e dalla sua maggioranza che, abbiamo detto più volte, si sta rinchiudendo in una strada solitaria ed autoritaria che calpesta la volontà di tutti noi.
Lo ha fatto la prima volta proponendo la delibera 32 in cui si propone la vendita del 21% di ACEA, SPA già privata che, in questo modo, sarebbe completamente relegata agli appetiti del mercato e degli squali che lo abitano. Non abbiamo difficoltà a dire che in questa decisione pesano i due maggiori azionisti insieme al Comune di Roma: il gruppo legato a Caltagirone e la multinazionale francese GDF-Suez.
Una seconda volta è stata calpestata, in questi due mesi, con tutte le falsità sugli obblighi di legge che sono state dette, affermate e ribadite dal sindaco Alemanno, dai suoi assessori e dai consiglieri di maggioranza.
La terza volta con le scene che in quest'ultima settimana abbiamo visto in Campidoglio; una maggioranza che forza il regolamento comunale per imporre una sospensiva per rimandare la discussione degli odg presentati dalle opposizioni a dopo l'approvazione della delibera 32, di fatto rendendo inutile la discussione stessa.
Fino a lunedì 11 giugno, con la votazione della sospensiva realizzata a sorpresa, mentre era in corso una bagarre nella quale i consiglieri di maggioranza in Campidoglio hanno aggredito fisicamente anche i comuni cittadini che stavano protestando. Si è raggiunto il livello più basso: hanno forzato il funzionamento del Consiglio comunale, ritenendo valida una votazione avvenuta con modalità illegittime.
Potranno provare a spiegarla come vogliono ma, la verità, è che il centrodestra di Roma sta privatizzando ulteriormente l'acqua regalandola ai privati e ignorando la volontà dei cittadini. Compreso chi l'ha votato.
Quello che si sta calpestando è una scelta fatta a chiare lettere, in nome di interessi economici ed elettorali.
Non sappiamo di fronte alla rottura palese delle norme democratiche come i cittadini possano imporre, a quelli che dovrebbero essere i propri rappresentanti, di rispettarli.
Sappiamo che quel meccanismo è ufficialmente ignorato, che il livello della rappresentanza è stato rotto preferendo il mercato, le sue regole ed opportunismi, scegliendo che sia quello a regolare gli interessi collettivi. Ma sappiamo già quali sono le facce che stanno sorridendo in questo momento.
Sappiamo che i prossimi appuntamenti in Campidoglio saranno determinanti e che abbiamo la possibilità di manifestare, di presentarci dove non ci vogliono per fare i loro affari.
Sappiamo che, se siamo insieme, siamo una forza inarrestabile.
Per questo facciamo appello a tutta la cittadinanza perchè si mobiliti e, da ogni strada e da ogni  territorio, fino al centro di Roma e alla piazza del Campidoglio, si alzi forte la voce in difesa di questa collettvità fatta di migliaia di persone, della loro quotidianità ai tempi della crisi; una città a cui vengono chiesti sacrifici e accettazione dei privilegi di pochi; a cittadini di questa città a cui viene chiesto di  sacrificare la propria sovranità.
A questa stessa città, fatta di uomini e donne, noi chiediamo di difendere e costruire i propri stessi diritti, la possibilità di tutelare quello che è di tutti/e e, soprattutto, la dignità del proprio futuro.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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