Buon compleanno
domenica 30 gennaio 2011
sabato 29 gennaio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
This moment...
{this moment}
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
Bolla 42 ... "L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo" E.Kant
Ci sono molti modi di dire le cose, o di non dirle. Io la penso diversamente da qualcun altro e finora ho espresso la mia opinione qui, in serenità, qui, a casa mia.Perché non devo convincere nessuno che ha torto. Per come sto mi fa bene parlare di ciò che sento, vedo, leggo.
Non ho mai detto a nessuno che sbagliasse visione. Ho sempre detto che la pensavo diversamente. E' questo un problema? Per me non lo è ma a quanto pare per qualcuno sì. Qualcuno che considera indegne le opinioni altrui, l'altrui sentire, se non lo riesce a condividere.
Come la penso, se sono confusa, se sto bene o se sto male, io sono su queste pagine. Senza filtri derivanti da ruoli o altro. Qui io sono me stessa con tutto quello che si può pensare di me e sono uguale, anche quando le parole che scrivo si possono ascoltare dalla mia voce.
Ma qualcuno, qualcuno si crede uno e trino anche se è sola carne, e se una era la moderatrice di un gruppo di auto mutuo aiuto basato sull'ascolto non giudicante, qui in basso ci sono le altre due. Quella che sa cosa significa un aborto solo dalla voce altrui, quella che sa cosa è bene per gli altri, quella che SA.
Ti rileggo e ti ritrovo, come nel gruppo, ascoltatrice attiva e non giudicante, e mi dico e mi ripeto che ho sofferto e sto soffrendo per nulla dato che per te a quanto pare la meraviglia di una gravidanza non la posso capire se non me la spieghi tu.
Alla Natura non appartengono giudizi di valore. Per questo spreca tante vite senza rimpianto. Nel suo ciclo crudele e innocente di vita e di morte, alla natura i singoli individui interessano solo in quanto riproduttivi. Le loro biografie, le loro storie, i loro progetti, i loro sogni, il senso che essi cercano nel breve tragitto della loro esistenza, alla natura non interessano proprio Nulla.
Sembra che abbia puntato tutto sull'individualita', eppure niente le importa degli individui.
Questa, tra natura e individuo, e' la grande contraddizione che nel corpo della donna, dove le esigenze della natura e quelle della propria soggettivita' confliggono, diventa la grande lacerazione che non consente sempre alla donna di coincidere con l'istanza materna e all'istanza materna di essere sempre compatibile con la realizzazione della propria individualita'.
(...)Tutte queste ragioni vengono dopo, molto dopo. Prima di queste, inconfessatamente, segretamente, incosciamente, c'e' il rifiuto della donna di consegnarsi ineluttabilmente e incondizionatamente alle richieste della natura, che guarda gli individui esclusivamente come fattori riproduttivi per la sua autoconservazione. Nella donna, infatti, tra la sua soggettivita' e il suo essere madre puo' non esserci coincidenza, e l'aborto e' il gesto drammatico che sancisce questa lacerante distanza.
I rappresentanti dei vari "movimenti per la vita", oggi impegnati nei consultori a dispensare i loro consigli, non conoscono questa lacerazione. Con la parola "vita" essi pensano alla vita della "natura" non a quella dell'"individuo", dimenticando che e' stato proprio il cristianesimo a far nascere e a far crescere il concetto di "individuo". E lo ha fatto emancipando la persona dall'ordine naturale, per instaurarla come compiuta soggettivita', a cui compete capacita' di discernimento e libero arbitrio. Non e' chi non vede, infatti, che la vita e gli interessi dell'individuo non coincidono sempre e in ogni caso con la vita e l'interesse della specie. Non e' una faccenda di egoismo, quindi una faccenda morale. E' il segno di una contraddizione insanabile tra la vita della natura e la vita dell'uomo che, a differenza dell'animale, non coincide perfettamente con l'ordine naturale.*"L'Espresso", n. 2, 2008, col titolo "Aborto, diritto delle donne" - Galimberti.
Quindi se io la penso così non mi è dato soffrire.E non mi è neppure dato soffrire per essermi sentita a metà fra persona e animale dato che la Natura ha voluto che il processo chimico non continuasse.
Per la capra al commento n° 8 la chimica è una scienza centrale attorno cui ruotano altre scienze naturali, like beasties, veramente...
Per l'educatrice al commento n° 6 que pasa, il convincimento delle coscienze è insufficiente come metodo?
Qui di sotto le reazioni alla bolla 36 direttamente dal LibroFaccia.
La Moderatrice non giudicante: oggi mi hanno detto che sbaglio completamente visione perchè l'aborto non è altro che interrompere un "dannatissimo processo chimico".
ho pensato di telefonare alla mamma che ho seguito nei giorni scorsi che purtroppo ha avuto un aborto spontaneo e dirle che è stata solo l'interruzione di un processo chimico, non vuol dire niente il fatto che non ci sia più il battito (che prima c'era) a 7 settimane. vediamo se riesco a farmi mandare al diavolo. ah, ma quello sarà il processo chimico dell'adrenalina..
giovedì 27 gennaio 2011
Bolla 41 ... Mezzogiorno di fuoco ...
Stamane prima di uscire col LungoBascio ho letto un articolo intitolato così: La colpa , la Legge e i presunti non giudizi. Chiamiamolo Articolo A.
Stamane leggere quell'articolo mi ha fatto riflettere sull'enorme difficoltà che nasce dal voler decidere o classificare se l'azione di abortire, terapeuticamente o volontariamente sia un omicidio o meno.
Si dice, si parla, si fanno manifestazioni, ci si scanna su questa necessità che permette alle fazioni in campo di puntare il dito contro l'altro e dirgli francamente:- Tu sbagli! Io sono nel giusto!
E le fazioni hanno dalla loro convinzioni che li aiutano ad argomentare.
Chi è cristiano affronta le proprie battaglie avendo come punto di riferimento determinati principi. Chi non è cristiano ne ha altri, ugualmente determinati, ma che possono o anche no, essere scritti da qualche parte.
Chi affronta il confronto con gli altri seguendo i principi cristiani può giudicare le loro azioni e le proprie basandosi su cosa è stato scritto che è giusto o che è sbagliato.
Chi non è cristiano sceglie su cosa basare il proprio giudizio.
E nessuno, né gli uni né gli altri, può giudicare l'altro se non attraverso i propri filtri.
Quindi in teoria non si dovrebbe esprimere un giudizio senza fare delle premesse tipo:- Guarda Amico, io credo questo questo e questo. Ciò che ti dirò, il giudizio che esprimerò, sono filtrati attraverso questa lente.
E mai si dovrebbe, credo, immaginare che la lente possa essere universale.
Ed è per questo che credo che accanto a chi pensa che l'aborto sia omicidio ci si spazio anche per chi la pensa diversamente.
Sono andata a leggermi l' articolo B che ha scatenato la reazione descritta dall'articolo in apertura del post, quello chiamato articolo A . Sono rimasta basita: di che parla quell'articolo B? Che messaggio vorrebbe trasmettere?
Dice che siccome abortire nei termini di legge non è reato (qui come altrove) allora non è omicidio. Però poteva evitare di saltare a conclusioni tipo siccome il feto non è considerato una persona allora non c'è vittima e quindi non c'è omicidio.Troppo facile ridurre la questione in termini di legge.
E ti credo che l'autrice dell'articolo A s'è inviperita accalorandosi nel io ho ragione e tu no! E quell'altra di rimando ha fatto lo stesso...
Stanno sullo stesso piano queste due persone:- Hanno usato un unico filtro, il proprio, e continueranno a cozzare la testa l'uno contro l'altro fino a che vincerà il più forte o il più prepotente.
Attaccandosi a dettagli che né l'una né l'altra hanno capito a fondo (penso alle successioni ad esempio, nella storia non nascono per rispetto della vita umana, nascono per salvaguardare i patrimoni e mantenerli in capo ad una stessa famiglia per non smembrarli e dunque rimpicciolire la potenza economica del casato ad esempio...e la terminologia concepito o nascituro, non bambino, è importante a questo fine) per poter dimostrare le proprie tesi si son dimenticate di una cosa:
Ogni persona agisce in base alla propria coscienza, e questa discussione resta sterile se all'atto si deve necessariamente appiccicare un'etichetta sia essa dettata dalla fede o dalla legge e non dal sentire umano.
Forse bisognerebbe fermarsi un minuto a ripensare come la legalizzazione dell'aborto sia avvenuta, come sia nata la 194 e che tipo di condizionamenti abbia subito da chi stava da una parte a spingere accanitamente per la difesa della vita motivata da convinzioni religiose e chi dall'altra premeva per la difesa del diritto della donna, la scelta della donna, giocando con la parola laicità e manovrando la grammatica del Diritto a piacere. Stritolando nel mezzo migliaia di Donne.
E anche a che microscopica particella di tutto quel discorso, che comprendeva la distinzione fra sessualità e maternità, l'analisi del desiderio di essere o di non essere madre, il cambiamento del rapporto con gli uomini, l'elaborazione di un linguaggio autonomo delle donne su se stesse e sull'altro, era l'aborto.
Ho la sensazione che quelle due persone se smettono di pensare di appartenere a due fazioni contrapposte e si guardano negli occhi, donna a donna, forse che forse riescono a mettersi in ascolto l'una dell'altra.
Perché ciò che conta in fondo fra esseri umani non è forse ascoltarsi gli uni con gli altri per potersi davvero rispettare?
BoO0Oolla
mercoledì 26 gennaio 2011
Bolla 40 ... un passo indietro per umiltà ...
Oggi ho parlato in chat con un'amica. Qualche giorno fa aveva scritto una mail annunciando al mondo intero di aspettare un bimbo.
Lì per lì sono stata sinceramente felice per lei, per la sua nuova recentissima storia d'amore, perché sta per finire la tesi di laurea.
Poi mentre guidavo, succede sempre mentre guido, illuminazione: ero a disagio.
Profondamente a disagio. Rapido calcolo e a quest'ora avrei avuto una panza che forse al volante non ci sarei stata proprio. Si possono raccontare certi pensieri così fuori dai denti? Ad oggi avrei avuto una panza di 6 mesi, che se già mi si vedeva a due e mezzo, un bel bozzetto tondo tondo, ora non oso immaginare come sarebbe stata. Mi sento profondamente ridicola a pensare queste cose. Mi sento anche in colpa a farlo. Mi vergogno un bel pò.
E ricomincio con le domande, a me stessa, all'Orso.
Sono felice per lei perché sta al 4° mese, vive con i genitori, sta con il padre della panza che fa il cameriere da soli 6 mesi e ancora non ha in mano il famoso pezzo di carta.
Ora la mia domanda è questa:-
COME HO FATTO A NON ESSERE FELICE PER ME?!
Come ho fatto a non provare un briciolo di gioia all'idea?Come ho potuto pensare di non farcela con quello che avevo?Vivo con l'uomo che amo. Ho una casa.Ho un lavoro.E non sono riuscita ad essere felice. Rileggo alcuni post che ho scritto e mi convinco che se non fosse finita troppo presto a quest'ora la panza ci sarebbe.Farei quello che fa una donna normale. Avrei paura forse, desidererei con tutta me stessa che tutto andasse bene. E sono state proprio queste parole della mia amica a dare il La ai miei pensieri. Spero che tutto vada bene. E mi son ritrovata nuovamente sdraiata sul lettino, con la ginecologa che fa l'ecografia e mi dice che non c'è più nulla. E avrei voluto dire alla mia amica che tutto sarebbe andato bene. Ma son riuscita solo a dirle di cercare con tutta se stessa di essere felice.
Per me oggi la strana sensazione di tornare indietro al gioco dell'oca. Ed è obbligatorio.Oggi per me la strana sensazione dei nodi che si sciolgono con una lentezza esasperante. Ho fatto dei passi avanti nel capire un pò meglio, nel conoscermi, nel crescere.
Oggi è obbligatorio un passo indietro per umiltà.
Bollicina piccola, imbarazzata e dolorosamente consapevole
venerdì 21 gennaio 2011
Bolla 39 ... This moment ...
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